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I fondi strutturali costituiscono uno
degli strumenti finanziari con cui l’Unione Europea vuole ridurre gli
squilibri socioeconomici tra le regioni degli Stati membri.
altri
strumenti sono:
I
fondi strutturali sono fondi europei gestiti direttamente a livello
nazionale dalle Regioni o dai Ministeri e,
per il
2000-2006, sono quattro:
Questi fondi contribuiscono, per il periodo 2000-2006, al
conseguimento di tre Obiettivi prioritari:
-
obiettivo 1:
promuove lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni che
presentano ritardi nello sviluppo.
Le Regioni italiane interessate sono: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e
Sicilia. A queste si aggiunge il Molise in
sostegno provvisorio phasing out. (regime transitorio
decrescente che permette l'uscita graduale dall'utilizzo dei fondi
comunitari. E' applicato alle regione o zone che erano ammissibili nel
periodo di programmazione 1994-1999)
-
obiettivo 2: sostiene la
riconversione economica e sociale delle zone che devono affrontare
problemi strutturali.
Per
l'Italia, il sostegno comunitario a titolo dell'obiettivo 2 è
rivolto soprattutto alle zone rurali in declino e alle zone
industriali; riguarda anche quartieri urbani in difficoltà e alcune
zone dipendenti dalla pesca. Tali zone comprendono oltre 7,4 milioni
di abitanti e si estendono alle Regioni italiane del
centro-nord.
-
obiettivo 3: si concentra
sull’adeguamento e l’ammodernamento delle politiche nazionali ed
europee in materia di occupazione, istruzione e formazione. Le Regioni italiane ammesse sono quelle del centro-nord, l'Abruzzo e
le Province Autonome di TRENTO e di BOLZANO.
Il documento programmatico che in qualche modo può essere considerato
alla base di tutti gli altri documenti programmatici relativi
alla programmazione attuale dei fondi comunitari è
la Comunicazione della Commissione europea “Agenda
2000”
che ha riformato la disciplina dei fondi strutturali per il
periodo di programmazione 2000-2006, riducendo il numero degli
strumenti messi a disposizione.
Per la gestione dei fondi strutturali sono stati
definiti dei regolamenti da parte del Consiglio dell'Unione Europea:
Tali
regolamenti vengono vengono periodicamente rivisti e possono subire
delle modifiche, la documentazione aggiornata è accessibile
nell'area "DOCUMENTI EUROPEI"
Il Consiglio
dell'Unione Europea ha deciso di adottare il principio della
"programmazione" definito regolamento 1260/1999 come:
" processo di organizzazione,
decisione e finanziamento effettuato per fasi successive e volto ad
attuare, su base pluriennale, l'azione congiunta della Comunità
e degli Stati membri al fine di conseguire gli obiettivi di cui
all'articolo 1" (ob1, ob2 e ob3).
Il periodo preso a riferimento per
l'attuale programmazione è di sette anni, dal 2000 al 2006. Per le
regioni ad obiettivo 1 le fasi con cui si suddivide sono di norma le
seguenti:
-
Adozione
da parte della Commissione europea di
orientamenti generali
indicativi ( 264 Kb)in relazione ad ognuno degli obiettivi prioritari.
Tali orientamenti sono pubblicati nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
(GUCE). Il 25 Agosto 2003 la Commissione
ha adottato la Comunicazione COM(2003) 499 con gli
orientamenti indicativi riveduti.(
113
Kb)
-
Elaborazione da parte degli stati membri di un
loro Piano di Sviluppo (analisi della
situazione effettuata dallo stato membro interessato). Per le
regioni obiettivo 1 gli stati membri elaborano il
Quadro Comunitario di Sostegno
(QCS)
che assicura il coordinamento degli aiuti comunitari. Gli interventi
che rientrano nel QCS sono di norma attuati sotto forma di
Programmi Operativi (PO) a loro volta suddivisi
in Programmi Operativi
Nazionali (PON) e Programmi Operativi Regionali (POR).
-
Presentazione dei piani, dei QCS e dei PO alla
Commissione
-
La Commissione europea valuta e adotta i
documenti programmatici presentati dagli Stati membri pubblicandoli
GUCE
-
Gli stati membri adottano il
Complemento di Programmazione, documento
attuativo dove sono indicati gli elementi dettagliati a livello di
misure che saranno finanziati. Tale documento viene inviato, a
titolo informativo alla Commissione.
-
Le autorità competenti individuate dagli stati
membri (Regioni, Ministeri, ecc) procedono con modalità proprie
(bandi per la presentazione di progetti, progetti per la costruzione
di infrastrutture, ecc.)
-
I responsabili dei progetti prescelti (pubblici e
privati) avviano i progetti nei modi e nei tempi indicati nei
programmi e sotto il monitoraggio delle autorità competenti.
Il
DOCUP (Documento Unico di
Programmazione) è
utilizzato al posto del QCS e dei PO nelle regioni ad obiettivo 2 e 3
(anche se gli stati membri potrebbero utilizzare il QCS). Gli stati
membri che hanno regioni che rientrano nell'obiettivo 1 potrebbero
utilizzare il DOCUP ma solo nel caso in cui i finanziamenti europei
non dovessero superare 1 miliardo di euro
E' importante ricordare che i documenti programmatici descritti
possono subire revisione ed adeguamenti successivi suggeriti dalla
Commissione o dagli stessi stati membri a seguito di verifiche
intermedie o cambiamenti socio economici.
I fondi strutturali cofinanziano
interventi nelle regioni europee che rientrano negli obiettivi
prioritari 1, 2 e 3 e sono organizzati in base ai seguenti principi:
-
concentrazione.
Ottimizzazione degli interventi concentrandoli in base a tre
obiettivi prioritari in regioni/settori specifici.
-
programmazione.
iniziative disciplinati da programmi pluriennali che, secondo
un approccio bottom-up stabiliscono delle fasi operative che
partendo da orientamenti di tipo generali stabiliti dalla
Commissione arrivano sino al momento in cui i progetti vengono
affidati ai responsabili dei progetti siano essi pubblici o
privati..
-
complementarità.
Le azioni comunitarie sono concepite come complementari alle
corrispondenti azioni nazionali o come contributi alle stesse;
-
partenariato.
Le Azioni comunitarie si fondano su una stretta
concertazione tra la Commissione e lo Stato membro nonchè le
autorità e gli organismi designati dallo Stato membro,
comprese le parti economiche e sociali più rappresentative, in tutte
le fasi di preparazione, finanziamento, sorveglianza e valutazione
degli interventi (l'attuazione è di competenza degli Stati membri);
-
coordinamento con
gli altri strumenti finanziari dell’Unione europea;
-
addizionalità
rispetto alle spese pubbliche degli Stati membri (i fondi
strutturali cofinanziano gli interventi e non si sostituiscono a
queste ultime);
-
compatibilità e
conformità con i Trattati, le politiche comunitarie e gli atti
derivati, comprese le norme sulla concorrenza, gli appalti pubblici,
la tutela dell’ambiente e le pari opportunità.
I fondi finanziano le iniziative
comunitarie:
INTERREG III: per la
cooperazione transfrontaliera, transnazionale interregionale volta a
incentivare uno sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo
dell'insieme dello spazio comunitario. Finanziato dal FESR;
URBAN II: per la
rivitalizzazione economica e sociale delle città e delle zone
adiacenti in crisi, per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile.
Finanziato dal FESR;
LEADER+: per
lo sviluppo rurale. Finanziato dal FEAOG;
EQUAL: per la
cooperazione transnazionale per promuovere nuove pratiche di lotta
alle discriminazioni e alle disuguaglianze di ogni tipo in relazione
al mercato del lavoro. Finanziato dal FSE.
I fondi finanziano anche:
- le azioni innovative
per sostenere lo sviluppo di metodi
e pratiche innovative con lo scopo di migliorare la qualità degli
interventi nelle zone obiettivo 1, 2 e 3
- l'assistenza
tecnica per
studi, diffusione di informazioni a operatori e cittadini,
elaborazione di metodi di valutazione e scambio di buone prassi
Possono partecipare ai finanziamenti
dei fondi: enti, organismi pubblici e privati, imprese e singole
persone.
Gli stanziamenti previsti per i fondi strutturali per il periodo
2000-2006 ammontano a 195 miliardi di euro di cui:
69,7% (135,9 miliardi) per le zone obiettivo 1;
11,5% (22,5 miliardi) per le zone obiettivo 2;
12,3% (24,05 miliardi) per le zone obiettivo 3;
5,35% (10,4 miliardi) per le iniziative comunitarie;
0,65% (1,27 miliardi) per le azioni innovative (0,40%) e
l'assistenza tecnica (0,25%).
La Commissione ha stabilito le modalità con cui sono distribuiti
gli stanziamenti ad ognuno degli Stati membri in funzione degli
obiettivi prioritari. Per il dettaglio di tale ripartizione si veda la
scheda: RIPARTIZIONE STANZIAMENTI
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