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Sviluppo Rurale

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La politica agricola comune  comporta una serie di misure, comprese le misure di sviluppo rurale, di cui viene  garantito il finanziamento per contribuire al conseguimento degli obiettivi della politica agricola comune (PAC). Il  Regolamento (CE) n. 1290/2005 ( PDF, 156 KB) relativo al finanziamento della politica agricola comune, definisce due fondi europei agricoli: il primo, il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), destinato a finanziare le misure di mercato e altre misure, e il secondo, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), destinato a finanziare i programmi di sviluppo rurale. Il nuovo regolamento prevede anche l'adozione di Linee guida strategiche comunitarie e un analogo documento di pianificazione strategica a livello nazionale. Il FEASR opererà in maniera separata dal resto della politica di coesione che continuerà a finanziare gli interventi attraverso il FESR e il FSE, pur in un quadro di riferimento rinnovato.

Il 20 febbraio 2006 il Consiglio agricoltura con la Decisione del Consiglio del 20 febbraio 2006 ha adottato una serie di orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale. Tali orientamenti definiscono un approccio strategico e una gamma di opzioni delle quali gli Stati membri possono avvalersi nell’elaborazione dei loro piani strategici nazionali e nei programmi nazionali di sviluppo rurale. Nel Dicembre 2006 viene invece pubblicato il Regolamento (CE) n. 1974/2006 del 15 dicembre 2006 relativo allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

Con la riforma della politica agricola comune è aumentata notevolmente l'importanza del ruolo dello sviluppo rurale nell’aiutare le zone rurali a far fronte alle sfide economiche e socio-ambientali del XXI secolo. Le zone rurali occupano il 90% del territorio dell'UE allargata e il nuovo regolamento amplia le possibilità di ricorso ai finanziamenti dello sviluppo rurale per promuovere la crescita e creare posti di lavoro nelle aree rurali – in linea con la Strategia di Lisbona – e per migliorare la sostenibilità – in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati a Göteborg.

La politica di sviluppo rurale 2007-2013 si incentra su tre settori di attività, in linea con i tre assi tematici tracciati dal nuovo regolamento sullo sviluppo rurale:

Un quarto asse denominato "Leader" basato sull'esperienza delle iniziative comunitarie Leader apre nuove possibilità di approcci locali allo sviluppo rurale che si muovono dal basso verso l'alto.

Per ciascun gruppo di priorità, gli orientamenti strategici comunitari propongono le azioni chiave da realizzare. Gli Stati membri elaborano un Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo Rurale (PSNSR) in base a sei orientamenti strategici comunitari finalizzati a:

I sei orientamenti strategici sono:

  1. Migliorare la competitività dei settori agricolo e forestale

  2. Migliorare l'ambiente e il paesaggio rurale

  3. Migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione

  4. Costruire la capacità locale di occupazione e diversificazione

  5. Tradurre le priorità in programmi

  6. Garantire la complementarità tra gli strumenti comunitari.

L'Italia, secondo quanto previsto dall’art. 11 del Regolamento (CE) n. 1698/2005  ha trasmesso per l'approvazione un Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale a cui seguono i Piani Strategici Regionali per lo Sviluppo Rurale (PSRSV) 

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Sviluppo Rurale 2007 - 2013